Livre D’Or Jean Cocteau le joli coeur (a cura di Fedi & Gini)
La collezione Uroburo, in collaborazione dell’Archivio del Libro d’Artista di Milano ha realizzato un libro d'artista collettivo in copia unica che ha visto la partecipazione tra gli altri di:
Bianchi, Blank, Boero, Bonichi, Boschi, Carrera, Casiraghy, Combaz, Cordini, Corsa, de Tullio, Fedi, Gini, Lentini, Ligabò, Lina, Loi, Maggi, Marussi, Matalon, Osti, Priori, Verdirame, Vicentini, Weisweiller, Xerra.
http://www.youtube.com/watch?v=47KcjCI6YMo
dimanche 25 janvier 2009
jeudi 2 octobre 2008
OMAGGIO A COCTEAU

Artisti contemporanei presenti in collezione: Albani, Arcangelo, Barani, Bartolini, Bettineschi, Bianchi, Binga, Boero, Bonichi, Boschi, Brevi, Buzzi, Calabria, Carmi, Carrera, Caruso, Casiraghy, Cascavilla, Ceccobelli, Celon, Collini, Corsa, Crespo, Di Stasio, Donzelli, Fedi, Fomez, Foschi, Galliani, Galliano, Giuli, Gini, Guzzi,
Isgrò, Larocchi, Loi, Lorandi, Luino, Lunetta, Macalli, Mancini, Matalon, Mazzella, Miglietta, Minola, Notari, Ontani, Pasquini, Patella, Piperno, Pizzi Cannella, Pozzati, Priori, Renzetti, Stefanoni, Tommasi Ferroni, Verdirame, Vicentini, Xerra.
Isgrò, Larocchi, Loi, Lorandi, Luino, Lunetta, Macalli, Mancini, Matalon, Mazzella, Miglietta, Minola, Notari, Ontani, Pasquini, Patella, Piperno, Pizzi Cannella, Pozzati, Priori, Renzetti, Stefanoni, Tommasi Ferroni, Verdirame, Vicentini, Xerra.
Libellés :
Boero,
Ceccobelli,
Galiani,
Isgrò,
Ontani,
Patella,
Pizzi Cannella,
Pozzati,
Xerra
samedi 27 septembre 2008
LE JOLI COEUR Libro d'artista
Con Anna Boschi, che ne ha curato la realizzazione, abbiamo pensato questo libro d’artista collettivo come il terreno di confronto non soltanto tra diversi orientamenti, ma anche tra 63 artisti italiani e francesi, giacché il poliedrico Jean amò il Belpaese e fu sempre da esso ricambiato. 
Per questa esperienza sono stati invitati: 8 artisti (Albani, Binga, Boschi, Carrera, Corsa, Fedi, Gini e Miglietta) gia presenti con loro opere nella Collezione Uroburo; altri 34 (Andolcetti, Baroni, Bentivoglio, Bertola, Blank, Bove, Cimino, Commone, Conti, Correggiari, Diotallevi, Gennai, Giambarresi, Gut, Guzzonato, Iacomucci, Lora Totino, Lentini, Lucato, Maggi, Marchese, Magro, Menetti, Moio, Noia, Osti, Perfetti, Persiani, Roffi, Sassu, Savignano, Scorza, Torelli, Vitacchio) scelti tra i più rappresentativi del panorama italiano; e ancora 21 importanti artisti d’oltralpe (Aliotis, Art-no-dommain, Balmier, Bayle, Bensidon, Blaine, Charmot, Courtois, Daligand, Della Vedova, Duhaut, Fossé, Gallet, Hugues, Lenoir, M. Nomized, Penard, Rose, Sourdin, Vannobel, Willems). 
Il volume, o meglio l’opera d’arte collettiva che state sfogliando non è la mera somma algebrica delle singole tavole, ma il prodotto di raffinati intelletti e ingegnose perizie.
Pur offrendo a Cocteau questo omaggio come un coro all’unisono, percepiamo ogni singola tavola come un’opera a sé. Ci piace pensare che questa raffinata opera collettiva sarebbe piaciuta molto a Jean Cocteau, che oltre ad essere il dedicatario di questo omaggio è stato tra i pionieri di questo modo di produrre arte. Sempre disponibile alle contaminazioni e alle collaborazioni con altri artisti e letterati del suo tempo, dall’epoca delle Avanguardie agli ultimi anni della sua vita partecipò con entusiasmo a numerosi libri ed esperienze unanimi, da Maria Lani (lampante modello di questa operazione) ad Anthologie Poétique solo per citarne alcuni. 
Ci piace pensare che, se non fosse stato egli stesso il destinatario della celebrazione così realizzata e se non fosse venuto a mancare circa mezzo secolo fa, avrebbe aderito alla nostra proposta con la sua eleganza da joli cœur, la sua poesia di Orphée à la mode e il suo entusiasmo da eterno enfant terrible ma irresistibilmente séducteur. Mauro Carrera
Libellés :
Anna Boschi,
Libro d'artista,
Mauro Carrera
Comunicato stampa
CENTRO CULTURALE FRANCESECENTRE CULTUREL FRANÇAIS
MILANO, Palazzo delle Stelline, Corso Magenta, 63
JEAN COCTEAU LE JOLI CŒUR
OMAGGIO «ALLA MODA» DI UN SEDUTTORE
24 ottobre – 4 dicembre 2008
Il 24 ottobre 2008, presso il Centro Culturale Francese di Milano, si aprirà Jean Cocteau le joli cœur. Omaggio «alla moda» di un seduttore evento all’insegna dell’interattività con il pubblico, che intende presentare il talento polimorfo del grande poeta e artista. La manifestazione – fino al 4 dicembre 2008 – curata da Mauro Carrera, in collaborazione con Marzio Dall’Acqua ed Elena Fermi, vede il patrocinio dell’Ambasciata di Francia, del Comité Jean Cocteau di Parigi, dell'Università degli Studi e del Piccolo Teatro di Milano, dell’Accademia di Belle Arti e dell’Archivio di Stato di Parma e la Sovrintendenza Beni Archivistici per l’Emilia Romagna. Realizzata con la collaborazione di Mailartmeeting Archives, Archivio del Libro d’Artista (MI), Association André Beucler e Studio d'Arte Carrera è sostenuta dalla Fondazione Cariparma.
Jean Cocteau le joli cœur. Omaggio «alla moda» di un seduttore si articola attorno all’esposizione omonima, ospitata presso la Galleria del Centro Culturale Francese a Palazzo delle Stelline. Saranno esposti, provenienti da collezioni pubbliche e private, disegni, autografi, litografie, affiches, libri d’artista (il rarissimo ed enigmatico Maria Lani con originali di Matisse, de Chirico e Derain) e le celeberrime illustrazioni erotiche realizzate da Cocteau per il Libro Bianco.
Verrà esposto inoltre il prezioso Ritratto di Roland Garros di Raoul Dufy, uno dei due eseguiti dal celebre artista per la rivista Le Mot di Cocteau e Iribe, poi misteriosamente ridisegnato e firmato Jim (Cocteau). Il secondo disegno, recentemente acquistato dal Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris sarà lì esposto nella mostra dedicata a Dufy dal 16 ottobre 2008 al 18 gennaio 2009.
Accanto alle opere originali di Cocteau, a Milano è presentata per la prima volta al pubblico nella sua completezza la Collezione Uroburo (omaggio a Cocteau) che documenta i diversi codici espressivi (dalla figurazione all’astrattismo, dalla fotografia alla poesia visiva, dalla computer-art all’anacronismo, dall’istallazione alla mail art), offrendo una panoramica rappresentativa dell’arte contemporanea attraverso i lavori di alcuni tra i principali artisti italiani: Arcangelo, Bartolini, Boero, Calabria, Carmi, Casiraghi, Ceccobelli, Crespo, Di Stasio, Galliani, Isgrò, Notari, Ontani, Patella, Pizzi Cannella, Pozzati, Xerra e molti altri. Tra le opere della Collezione Uroburo emerge il libro d’artista, a cura di Anna Boschi e Mauro Carrera realizzato per l’occasione in copia unica che ogni visitatore potrà sfogliare, cui hanno partecipato 63 artisti italiani e francesi tra cui: Albani, Bentivoglio, Binga, Blank, Boschi, Carrera, Corsa, Fedi, Gini, Gut, Lora Totino.
Protagonista delle mostre del cinema di Venezia e Cannes, Cocteau è considerato un maestro dalla Nouvelle Vague. Nell’ambito della manifestazione sono previste due proiezioni cinematografiche che avranno luogo giovedì 6 e 13 novembre presso la Sala Cinema del Centre Culturel Français a partire dalle ore 20.
Saranno inoltre presentati: il Catalogo (Uroburo Edizioni) della manifestazione che contiene, per la prima volta in Italia, Segreti di bellezza inedito capolavoro di Cocteau; le recenti pubblicazioni su Cocteau (Cahier Cocteau, Il mistero svelato, ecc.) e in anteprima assoluta il fumetto d’artista La Chanson de Jean sui rapporti con Edith Piaf. Vernice della mostra giovedì 23 ottobre ore 17 per l’occasione è previsto un workshop interattivo Le Livre d'or aperto al pubblico a cura dell’Archivio Libri d’Artista di Milano e l’anteprima delle musiche originali create per l’evento. La vernice sarà allietata da una sfilata di modelle. L’esposizione, così come tutti gli eventi collaterali, sono ad INGRESSO LIBERO secondo i seguenti orari: lunedì - venerdì ore 10-19 / chiuso sabato e domenica e festivi.
MILANO, Palazzo delle Stelline, Corso Magenta, 63
JEAN COCTEAU LE JOLI CŒUR
OMAGGIO «ALLA MODA» DI UN SEDUTTORE
24 ottobre – 4 dicembre 2008
Il 24 ottobre 2008, presso il Centro Culturale Francese di Milano, si aprirà Jean Cocteau le joli cœur. Omaggio «alla moda» di un seduttore evento all’insegna dell’interattività con il pubblico, che intende presentare il talento polimorfo del grande poeta e artista. La manifestazione – fino al 4 dicembre 2008 – curata da Mauro Carrera, in collaborazione con Marzio Dall’Acqua ed Elena Fermi, vede il patrocinio dell’Ambasciata di Francia, del Comité Jean Cocteau di Parigi, dell'Università degli Studi e del Piccolo Teatro di Milano, dell’Accademia di Belle Arti e dell’Archivio di Stato di Parma e la Sovrintendenza Beni Archivistici per l’Emilia Romagna. Realizzata con la collaborazione di Mailartmeeting Archives, Archivio del Libro d’Artista (MI), Association André Beucler e Studio d'Arte Carrera è sostenuta dalla Fondazione Cariparma.
Jean Cocteau le joli cœur. Omaggio «alla moda» di un seduttore si articola attorno all’esposizione omonima, ospitata presso la Galleria del Centro Culturale Francese a Palazzo delle Stelline. Saranno esposti, provenienti da collezioni pubbliche e private, disegni, autografi, litografie, affiches, libri d’artista (il rarissimo ed enigmatico Maria Lani con originali di Matisse, de Chirico e Derain) e le celeberrime illustrazioni erotiche realizzate da Cocteau per il Libro Bianco.
Verrà esposto inoltre il prezioso Ritratto di Roland Garros di Raoul Dufy, uno dei due eseguiti dal celebre artista per la rivista Le Mot di Cocteau e Iribe, poi misteriosamente ridisegnato e firmato Jim (Cocteau). Il secondo disegno, recentemente acquistato dal Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris sarà lì esposto nella mostra dedicata a Dufy dal 16 ottobre 2008 al 18 gennaio 2009.
Saranno inoltre presentati: il Catalogo (Uroburo Edizioni) della manifestazione che contiene, per la prima volta in Italia, Segreti di bellezza inedito capolavoro di Cocteau; le recenti pubblicazioni su Cocteau (Cahier Cocteau, Il mistero svelato, ecc.) e in anteprima assoluta il fumetto d’artista La Chanson de Jean sui rapporti con Edith Piaf. Vernice della mostra giovedì 23 ottobre ore 17 per l’occasione è previsto un workshop interattivo Le Livre d'or aperto al pubblico a cura dell’Archivio Libri d’Artista di Milano e l’anteprima delle musiche originali create per l’evento. La vernice sarà allietata da una sfilata di modelle. L’esposizione, così come tutti gli eventi collaterali, sono ad INGRESSO LIBERO secondo i seguenti orari: lunedì - venerdì ore 10-19 / chiuso sabato e domenica e festivi. Per informazioni: Centre Culturel Français de Milan tel. 0248591927 fax 0248591952
http://www.culturemilan.com/ cocteaumilano@gmail.com
http://www.culturemilan.com/ cocteaumilano@gmail.com
Biografia
Poeta, drammaturgo, romanziere, critico, regista cinematografico, scenografo, sceneggiatore, artista versatile, Jean Cocteau nasce a Maisons-Laffitte, presso Parigi, il 5 luglio 1889, da una famiglia appartenente all’alta borghesia parigina. Cresce in un ambiente mondano caratterizzato dall’amore per le arti e matura molto presto una passione per il teatro. Il misterioso suicidio del padre, nel 1898, lo lascia solo con la madre che condizionerà fortemente la sua maturazione letteraria ed artistica. Studente svogliato, abbandona la scuola nel 1907. Nel 1908 la madre lo introduce nei salotti del bel mondo, dove si distingue come dandy e come poeta tardo-simbolista. Tra il 1909 e il 1912 pubblica le prime raccolte poetiche (La Lampe d’Aladin, Le Prince frivole, La Danse de Sophocle), che in seguito rinnega. Frequenta Proust e alcune figure di spicco della Belle Époque parigina e conosce D’Annunzio. Entra in relazione con Diaghilev e Strawinsky inserendosi nell’ambiente dei Balletti russi. Nel 1913 assiste alla prima del Sacre du printemps di Strawinsky. Lo scandalo provocato dalla rappresentazione gli conferma l’idea che la creazione artistica non esiste senza anticonformismo. Per Cocteau è l’anno della svolta, segnata dalla redazione del romanzo-pastiche Le Potomak. Vive gli anni della Grande Guerra – di cui parlerà nel romanzo Thomas l’Imposteur (1923) - tra il fronte e Parigi della cui vita culturale diviene uno dei protagonisti. Pubblica con Paul Iribe la rivista Le Mot, sulla quale firma i suoi disegni con lo pseudonimo di Jim; è introdotto da Valentine Gross Hugo fra i pittori di Montparnasse; conosce Modigliani, Severini, Kisling, Apollinaire ed entra in contatto con Satie e Picasso, ai quali propone la collaborazione per il balletto-pantomima Parade. All’inizio del ’17 è a Roma insieme al pittore spagnolo per lavorare al progetto da realizzare per i Balletti russi ed entra qui in contatto con i futuristi italiani. La prima del balletto, al Théâtre du Châtelet, è uno scandalo senza precedenti e segna un punto a favore della modernità nella querelle tra questa e la tradizione. Morto Apollinaire nel 1918, Cocteau ne diviene l’erede spirituale, protagonista e promotore di tutte le manifestazioni dell’Avanguardia. Sono di questi anni: il pamphlet Le Coq et l’Arlequin, in cui si fa difensore e portavoce dei musicisti riuniti nel Groupe des Six (Auric, Durey, Honegger, Milhaud, Poulenc, Tailleferre); Carte Blanche, serie di articoli critici scritti per il giornale Paris-Midi e Les Mariés de la Tour Eiffel, pièce teatrale di stampo surrealista. Il rapporto di intima amicizia col poeta e scrittore Raymond Radiguet, conosciuto nel ’19, lo conduce sulla via del rappel à l’ordre. È questa una teoria che propone il superamento dell’Avanguardia per un nuovo classicismo che recuperi, attraverso una rilettura inedita, le radici della civiltà europea. In questo clima concepisce, nel ’22, lo scritto critico intitolato Le Secret professionnel e Antigone, opera teatrale nella quale riprende in chiave moderna il celebre mito classico. Nel dicembre del ’23 la morte di Radiguet provoca in Cocteau una gravissima crisi; cerca di sfuggire attraverso l’oppio dalla cui dipendenza non si libererà mai più nonostante i ripetuti tentativi di disintossicarsi. In questi anni si avvicina al filosofo neotomista Jacques Maritain che lo conduce sulla via della religione, presto abbandonata. Durante un soggiorno a Villefranche, nel ’25, conosce il pittore e decoratore Christian Bérard, che sarà a lungo il suo scenografo preferito e illustrerà, nel ’27, la raccolta poetica Opéra. Superato il trauma, Cocteau ricomincia a lavorare assiduamente: nel ’26 pubblica la pièce Orphée e la raccolta critica Le Rappel à l’Ordre; l’anno seguente continua il recupero dei miti classici scrivendo il dramma Œdipe roi. Con l’«essai» Le Mystère laïc del 1928, prende le difese di Giorgio de Chirico in opposizione ai surrealisti. Il pittore italiano orna l’edizione del testo cocteauiano con cinque disegni e, nel 1934, collabora ancora con Cocteau, arricchendo con dieci litografie il volume Mythologie. Nel 1929, durante una cura di disintossicazione finanziata da Coco Chanel, scrive Les Enfants terribles, il suo romanzo più celebre, e Opium, il diario della sua disintossicazione. Risale al 1930 la sua prima prova cinematografica, Le Sang d’un poète, cui seguono, negli anni Quaranta e Cinquanta, La Belle et la Bête, gli adattamenti delle pièces Les Parents terribles e L’Aigle à deux têtes, e poi Orphée e Le Testament d’Orphée, nonché diversi film per i quali è sceneggiatore (L’Eternel Retour, Le Baron fantôme, Les Enfants terribles, Ruy Blas, Les Dames du Bois de Boulogne). 
Nel ’37 incontra Jean Marais, suo alter ego scenico, protagonista di quasi tutte le sue opere teatrali e dei suoi film futuri. Inizia nel ’40 il rapporto di amicizia con la cantante Edith Piaf, per la quale compone il monologo Le Bel Indifférent. E’ del 1943 l’incontro con lo scrittore Jean Genet, che Cocteau contribuisce a lanciare e per il quale realizza le illustrazioni del suo capolavoro, il romanzo Querelle de Brest. A partire dal 1950 si divide tra Parigi e la Villa Santo Sospir di Saint-Jean Cap-Ferrat, appartenente all’amica e mecenate Francine Weisweiller. Sono gli anni della notorietà internazionale, che lo vedono presente a tutti i principali eventi culturali e mondani d’Europa, dal Festival del Cinema e dalla Biennale di Venezia, al Festival di Cannes – di cui presiede a più riprese la giuria – e a quello di Spoleto. Sollecitato da più parti, interviene a presentazioni, scrive prefazioni, illustra programmi, realizza manifesti. È l’epoca dei riconoscimenti ufficiali: l’ingresso all’Académie Royale de Belgique e quello all’Académie française del ’55, la laurea honoris causa a Oxford del ’56 e l’elezione a principe dei poeti del 1960, succedendo a Paul Fort. I suoi interessi si rivolgono, in questo periodo, alle arti applicate: si dedica all’affresco, all’arazzo, alla ceramica, ai vetri artistici. Amico di Picasso e Matisse, nel corso della sua vita intrattiene relazioni con artisti (Modigliani, De Chirico, Tzara, Picabia, Man Ray, Delaunay, Soutine, Kisling, Savinio, Dalì), registi (Welles, De Sica, Rossellini,Visconti, Fellini, Bresson, Truffaut e i giovani della Nouvelle Vague) e personaggi del jet-set internazionale (Manolete, Dominguin, Lucia Bosè, Aznavour, Coco Chanel, Yves Saint-Laurent ecc.). La sua immagine, fissata dagli scatti dei principali fotografi (Man Ray, Beaton, Penn, Halsmann, Clergue), diventa una vera e propria icona del Novecento, come conferma la serie di ritratti a lui dedicata da Andy Warhol, il personaggio che nell’arte contemporanea erediterà in un certo qual modo il suo ruolo di testimone privilegiato. Dopo aver dettato ai giornalisti un pezzo per Edith Piaf, deceduta poche ore prima, muore l’11 ottobre 1963 a Milly-la Forêt, dov’è sepolto nella cappella Saint-Blaise des Simples da lui affrescata.
Inscription à :
Messages (Atom)